Pilota automatico versus scelta conscia

La modalità del fare è davvero brillante quando si tratta di inserire automatismi nella nostra vita impiegando le abitudini, anche se è la funzione che notiamo di meno. Senza la capacità della mente di imparare dalla ripetizione staremmo ancora cercando di ricordarci come si fa ad allacciarsi le scarpe.

Il rovescio della medaglia è quando si cede troppo controllo al pilota automatico: è facile finire a pensare, lavorare, mangiare, camminare o guidare senza la chiara consapevolezza di ciò che si sta facendo. In questo modo, il pericolo è di perdersi una buona parte della propria vita.

La presenza mentale ci riporta ogni volta alla piena e cosciente consapevolezza, in un ambito di scelta e di intenzione. La modalità dell’essere, quella consapevole, permette di tornare pienamente coscienti della propria vita; fornisce la capacità di fare il punto con se stessi di tanto in tanto, in modo da compiere scelte intenzionali.

La meditazione di consapevolezza libera più tempo di quanto non ne richieda per svolgere le sue pratiche. La ragione è questa: diventando più consapevoli si torna ad allineare le intenzioni con le azioni, invece di lasciarsi sviare di continuo dal proprio pilota automatico; si impara a smettere di sprecare inutilmente il tempo nel ripercorrere le solite, vecchie abitudini di pensiero e di azione che ormai hanno perso ogni utilità. Significa anche ridurre la probabilità di ritrovarsi a lottare troppo a lungo contro obiettivi che sarebbe più saggio lasciar perdere per un po’. Si torna a essere pienamente vivi e consapevoli.

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